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Lanciole: il lavatoio, il ponte e la vita di un borgo

Nel borgo di Lanciole, in Val di Forfora, il lavatoio, San Bartolomeo e il Ponte Vecchio raccontano il lavoro quotidiano e gli spazi condivisi dalla comunità.

Lanciole · San Marcello Piteglio · · 4 min di lettura
Redazione Montagna Pistoiese
Le case di Lanciole raccolte sul versante verde, con la chiesa gialla e il campanile in pietra
Lanciole e il paesaggio circostante, l’8 maggio 2021.
Foto: Mongolo1984 · CC BY-SA 4.0 ·
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Lanciole e il paesaggio circostante, l’8 maggio 2021.
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Mongolo1984
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Originale conservato; orientamento secondo i metadati, ridimensionamento proporzionale e conversione in WebP con varianti responsive. Nessuna correzione cromatica incorporata o modifica generativa. Derivati distribuiti con licenza CC BY-SA 4.0. Possibile ritaglio nella visualizzazione della copertina e delle anteprime.

Un paese da leggere attraverso la vita comune

Lanciole è una frazione di San Marcello Piteglio, nella Val di Forfora. Nella veduta del paese, le case si raccolgono sotto la chiesa e il suo campanile, circondate da prati, alberi e versanti verdi. Da lontano colpisce la compattezza dell’abitato; fra le case, invece, lo spazio si divide in scale, soglie e passaggi.

Per conoscere questo borgo seguiamo un filo preciso: i luoghi che servivano alla vita comune. Lavare la biancheria, ritrovarsi in chiesa, attraversare un corso d’acqua erano necessità diverse, ciascuna legata a una costruzione. Il lavatoio, San Bartolomeo e il Ponte Vecchio aiutano a passare dall’immagine del paese alla storia delle persone che lo hanno abitato.

Lo scorcio del centro storico mostra questa dimensione domestica: gradini di pietra, porte ravvicinate, vasi e legna accatastata sotto un arco. Sono dettagli di una fotografia del maggio 2021, utili per osservare come abitazioni e passaggi condividano uno spazio ristretto.

Scalinata fra case in pietra a Lanciole, con vasi e un arco sotto il quale è riposta la legna
Uno scorcio del centro storico di Lanciole, l’8 maggio 2021.
Foto: Mongolo1984 · CC BY-SA 4.0 ·
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Uno scorcio del centro storico di Lanciole, l’8 maggio 2021.
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Mongolo1984
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Il lavatoio: una fatica organizzata

Il Comune descrive il lavatoio all’interno del paese, vicino alla strada principale, raggiungibile attraverso un viottolo stretto e acciottolato. La copertura in embrici e le aperture ad arco bordate di mattoni proteggono due grandi vasche. La scheda lo indica oggi in disuso.

Le vasche avevano compiti diversi: quella con l’acqua più pulita serviva al risciacquo finale. Sui bordi in pietra serena, incisi da scanalature oblique, si strofinavano i panni con il sapone; la biancheria veniva poi battuta e strizzata. La forma del manufatto conserva dunque la sequenza del lavoro.

La memoria raccolta dal Comune ricorda anche le donne che parlavano e cantavano mentre lavavano. Il lavatoio era uno spazio d’incontro, ma rimaneva un luogo di fatica. Guardarlo soltanto come un angolo pittoresco farebbe perdere il significato delle vasche e delle superfici consumate: erano strumenti per un’attività ripetuta, necessaria alla vita di ogni casa.

San Bartolomeo e il ritorno dei dipinti

Un altro luogo condiviso è la chiesa di San Bartolomeo. Il suo volume intonacato e il campanile in pietra sono riconoscibili nella veduta del borgo. Il Comune ne distingue l’origine medievale dall’aspetto settecentesco attuale, con una sola navata: l’edificio è il risultato di una storia di trasformazioni.

A questa storia appartengono anche due dipinti, tornati nella chiesa il 16 agosto 2011 dopo un lungo periodo di restauro e la successiva collocazione nel Museo della Curia di Pistoia. Uno raffigura la Vergine del Rosario ed è datato 1641; l’altro presenta la Vergine con il Bambino e due santi. La scheda comunale lega entrambe le commissioni a Bartolomeo di Mante Grandi.

Il ritorno delle opere rende concreto il rapporto fra una comunità e il suo patrimonio. Un quadro non racconta soltanto il soggetto dipinto: la commissione, la conservazione e il rientro nel luogo d’origine sono altre parti della sua vicenda. Per visitare l’interno, il riferimento indicato dal Comune è la parrocchia.

Fianco intonacato di giallo della chiesa di San Bartolomeo e campanile in pietra a Lanciole
San Bartolomeo e il campanile, l’8 maggio 2021.
Foto: Mongolo1984 · CC BY-SA 4.0 ·
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San Bartolomeo e il campanile, l’8 maggio 2021.
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Mongolo1984
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Il Ponte Vecchio: collegare il paese

Dal raccoglimento delle case lo sguardo si allarga ai collegamenti con l’esterno. Il Ponte Vecchio è descritto dal Comune come una struttura in pietra a un’unica campata, con un passaggio stretto e bassi bordi laterali. È poco distante dal paese; l’accesso segnalato segue un sentiero sterrato e sconnesso.

La sua datazione richiede una distinzione. La scheda comunale riporta il nome tramandato dagli abitanti e propone con cautela un possibile rapporto con il periodo di Castruccio Castracani, intorno al 1320. Non offre però una data certa di costruzione: l’ipotesi non va trasformata in una firma del condottiero.

Per il nostro racconto conta soprattutto la funzione del ponte. Se il lavatoio riuniva il lavoro dentro l’abitato, un attraversamento rendeva possibili gli spostamenti oltre di esso. Le due opere mostrano aspetti complementari della vita di un borgo: usare insieme una risorsa e mantenere aperti i collegamenti.

Tre luoghi, una stessa comunità

Lanciole si può così conoscere attraverso un’idea semplice: le costruzioni acquistano significato quando le mettiamo in relazione con ciò che permettevano di fare. Il lavatoio parla del lavoro domestico, la chiesa di devozione e patrimonio condiviso, il ponte dei passaggi necessari a collegare il paese.

Questo sguardo lascia spazio anche ai dettagli meno appariscenti. Una scanalatura sul bordo di una vasca può spiegare un gesto; una commissione pittorica restituisce un nome; una campata rende visibile un’esigenza di collegamento. Il borgo emerge dall’insieme di queste relazioni, oltre che dalla bellezza dei suoi tetti nel verde.

Fonti e verifica

Fonti verificate il 17 ottobre 2026.

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